Il Gruppo Adorno è una O.D.V. (Organizzazione di Volontariato) nata nel 2021 per contrastare ogni forma di illecito ai danni della fauna selvatica, sia terrestre che marina. I volontari che ne fanno parte, però, sono attivi in questo campo da oltre 40 anni, avendo iniziato nel 1984 le attività contro i bracconieri che uccidevano i Falchi pecchiaioli sul versante calabrese dello Stretto di Messina. Oltre a questa forma di bracconaggio hanno contrastato con successo l'uccellagione nel Sud Sardegna e la commercializzazione illecita di migliaia di uccelli protetti nel mercato di Ballarò a Palermo.
L'associazione realizza le sue attività esclusivamente grazie alle donazioni di privati, rifiutando ogni forma di finanziamento pubblico. Ritiene infatti che le associazioni di protezione ambientale dovrebbero auto sostenersi e, specie in regioni particolarmente problematiche come la Calabria, evitare ogni forma di condizionamento da parte della politica.
Il Gruppo Adorno è un associazione partner del
Komitee gegen den Vogelmord e. V. Committee Against Bird Slaughter (CABS)
24/10/2021
Durante un controllo in una zona del comune di Gizzeria (CZ) dove viene praticata l'uccellagione, è stato udito un richiamo riproducente il verso del tordo bottaccio proveniente da un uliveto. È stato allertato il comando dei Carabinieri Forestali competente per territorio. Poco dopo i carabinieri hanno fermato un'autovettura che usciva dall'uliveto con a bordo due cacciatori. Dopo i controlli di rito hanno proceduto alla perquisizione dell'auto, rinvenendo nel bagagliaio il richiamo, spento ma perfettamente funzionante e riproducente il verso del tordo. I militari hanno sequestrato i due fucili e il richiamo elettroacustico
03/09/2021
BRACCONIERE DI GHIRI DENUNCIATO SU SEGNALAZIONE DEI VOLONTARI DEL GRUPPO ADORNO.
Continua senza sosta l'attività antibracconaggio terrestre e marino del Gruppo Adorno. L' altra notte alcuni volontari in attività di perlustrazione notturna hanno individuato in un bosco del comune di Caulonia una persona a caccia di ghiri. Il soggetto si spostava illuminando gli alberi con una potente torcia alla ricerca degli animali da abbattere. Dopo avere udito un colpo di fucile di piccolo calibro ii volontari hanno provveduto ad avvisare i Carabinieri che sono prontamente intervenuti, sorprendendo il bracconiere in flagranza di reato. Questi piccoli mammiferi protetti sono uccisi con armi da fuoco o catturati con trappole per essere illegalmente commercializzati in ristoranti compiacenti.
29/08/2021
SALVATAGGIO DI UNA NIDIATA DI FRATINI A PUNTA PELLARO
Dopo una stagione che sembrava perduta, a causa dell'erosione marina causata dalla collocazione insensata di massi frangiflutti, il Fratino ha nuovamente nidificato a Punta Pellaro. Si tratta di una specie a rischio di estinzione in quanto particolarmente sensibile all'inquinamento e che nidifica solo in spiagge sabbiose e poco antropizzate. La mattina di giovedì scorso è stato recuperato un esemplare che i bagnanti ritenevano in difficoltà e consegnato ai volontari del Gruppo Adorno, che da molti anni si occupano della tutela di questa specie. Constatato che si trattava di un giovane ancora inetto al volo, si è deciso di riportarlo sulla spiaggia. Nello stesso punto dove era stato trovato in precedenza c'era un fratellino e poco distante la madre. Dopo pochi minuti si è però scatenata una bufera di sabbia e vento, con punte di oltre 50 nodi. I volontari sono ritornati precipitosamente sul posto appena in tempo per salvarli. Il più piccolo dei fratelli è stato subito messo in salvo. L'altro era stato scaraventato in mare ed è stato ritrovato ad oltre 200 metri di distanza, inzuppato ma incolume. Finita la bufera i due sono stati riportati vicino alla madre, che ha ripreso a vigilarli. Tornati sul posto la mattina dopo i volontari hanno constatato con grande sorpresa che accanto a loro era comparso un terzo giovane. Tutti e tre però presentavano sintomi di malessere generale, difficoltà deambulatorie e stato di denutrizione. Ora sono alimentati con tarme della farina e sottoposti a terapia farmacologica. Tra qualche giorno, quando saranno in grado di alimentarsi autonomamente saranno riportati in spiaggia e dovrebbero anche essere in grado, viste le dimensioni raggiunte, di alzarsi in volo.
14/05/2021
CONTINUA LA STRAGE DEI RAPACI MIGRATORI IN CALABRIA
È terminata la prima fase della migrazione dei rapaci sullo Stretto di Messina, quella più intensa. I volontari del Gruppo Adorno, presenti sul territorio calabrese sin dal 25 aprile per contrastare il bracconaggio, hanno purtroppo assistito impotenti a scene che avrebbero preferito non vedere. Nelle frazioni di Solano, infatti, soprattutto nelle prime ore del mattino, gli uccelli rapaci sono stati investiti da decine di fucilate dei bracconieri. La scena si è ripetuta nei giorni successivi nella parte Nord del Comune di Reggio Calabria, a Villa San Giovanni e Campo Calabro con l'abbattimento di numerosi uccelli veleggiatori. I volontari hanno però svolto un'importante attività investigativa per giungere all'identificazione dei bracconieri. Le risultanze di queste attività sono state messe a disposizione dei militari del SOARDA, impegnati nell'Operazione Adorno. Si spera che tali elementi possano portare alla denuncia dei delinquenti che esercitano il bracconaggio.
29/11/2014
PICCO MIGRATORIO DEI FALCHI DI PALUDE E INIZIO DELLA STAGIONE DI CACCIA 2014
Si è svolto in riva allo Stretto dal 27 al 29 settembre uno speciale servizio del Nucleo Operativo Antibracconaggio di Roma del Corpo Forestale dello Stato per prevenire l’attività venatoria illegale ai danni degli uccelli rapaci migratori. Il servizio è stato disposto dopo gli allarmi lanciati del CABS di Reggio Calabria (OGGI GRUPPO ADORNO) sull’insufficiente controllo del territorio dove migrano questi uccelli particolarmente protetti. Domenica 21, infatti, in occasione dell’apertura della caccia, diversi Falchi di Palude, una delle specie più rare d’Europa, erano stati abbattuti nelle pinete di Montebello Jonico. Il controllo dell’attività venatoria da parte del NOA è stato capillare ed ha riguardato tutte le zone di maggiore sensibilità per il passaggio dei rapaci, in particolare quelle utilizzate per la sosta notturna. Sono stati dunque sottoposti a controllo parecchi cacciatori, anche se la totale mancanza nel fine settimana di uccelli migratori, sia rapaci che di altre specie, ha evidentemente impedito il verificarsi di significativi episodi di bracconaggio. I In territorio di Montebello Jonico è stato individuato un ragazzino quindicenne che portava in spalla il fucile carico legittimamente detenuto dal padre. Per il genitore è scattata la denuncia per il reato di incauto affidamento dell’arma. In territorio di Reggio Calabria, in una zona ad altissimo rischio per la migrazione primaverile ed autunnale dei falchi, che ogni anno vi vengono uccisi in gran numero, si è verificato l’episodio più grave: in un avvallamento poco distante dalle abitazioni è stato sorpreso, appostato dietro una pianta di ginestre, un bambino di 12 anni che si trovava sul posto da solo, in atteggiamento di caccia, con fucile calibro 12 carico e cartucciera. Anche in questo caso per lo scellerato genitore, che è stato successivamente individuato nella propria abitazione, distante un centinaio di metri, è scattata la denuncia per incauto affidamento dell’arma a minore non imputabile.
Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro tre fucili da caccia. L’operazione svolta dal NOA dimostra come fossero assolutamente fondati gli allarmi lanciati dal CABS al Questore di Reggio Calabria sulla disinvolta circolazione di armi che si verifica, anche nelle ore notturne, in tutto il territorio provinciale. Quanto all’attività venatoria, secondo il CABS, in vastissime aree della provincia i controlli sono del tutto inesistenti. Solo soggetti totalmente disabituati ad essere sottoposti a controllo, infatti, potrebbero essere cosi incauti da affidare le loro armi a minorenni, con grave rischio per la loro ed altrui incolumità.
30/09/2014
REGGIO CALABRIA, BRACCONAGGIO --Arriva il NOA e ferma i bambini con il fucile in spalla-- GLI INTERVENTI DEL NUCLEO ANTI BRACCONAGGIO E DEI VOLONTARI DEL CABS (OGGI GRUPPO ADORNO)
Finalmente il Nucleo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato. Dopo gli appelli rivolti dal CABS i cui volontari hanno denunciato vere e proprie stragi di uccelli rapaci in migrazione, i Forestali dello Stato, specializzati nell’antibracconaggio, hanno preso possesso dei valichi interessati dal fenomeno del bracconaggio. Non sono stati giorni fortunati per la migrazione, ma i risultati non si sono fatti attendere. Nell’ambito comunale di Reggio Calabria è stato infatti individuato un bambino di 12 anni appostato dietro una ginestra in un avvallamento poco distante dalla sua abitazione. Il bambino era da solo ed in atteggiamento di caccia. Portava con sé un fucile calibro 12 carico e cartucciere. Il genitore titolare dell’arma, è stato denunciato. In territorio di Montebello Jonico, invece, è stato individuato un quindicenne che portava in spalla il fucile. L’arma era carica ed apparteneva al padre finito anch’esso denunciato. Dura la condanna del CABS, secondo il quale il territorio di Reggio Calabria rappresenta una zona ad altissimo rischio per la migrazione primaverile ed autunnale dei falchi. Ogni anno, infatti, ne vengono uccisi in gran numero. Proprio quest’ultima operazione dimostra, sempre ad avviso del CABS, come fossero assolutamente fondati gli allarmi lanciati dai volontari al Questore di Reggio Calabria sulla disinvolta circolazione di armi che si verifica, anche nelle ore notturne, in tutto il territorio provinciale. Quanto all’attività venatoria, secondo il CABS, in vastissime aree della provincia i controlli sono del tutto inesistenti. Solo soggetti totalmente disabituati ad essere sottoposti a controllo, infatti, potrebbero essere cosi incauti da affidare le loro armi a minorenni, con grave rischio per la loro ed altrui incolumità. In quest’ultima operazione, nonostante la penuria di fauna in migrazione, tre fucili sequestrati e, oltre alle due denunce per i genitori, anche quella per un terzo cacciatore trovato in possesso di un animale appartenente a specie protetta. I servizi del NOA si sono svolti in riva allo Stretto dal 27 al 29 settembre.
I controlli dell’attività venatoria da parte del NOA sono stati capillari ed hanno riguardato tutte le zone di maggiore sensibilità per il passaggio dei rapaci, in particolare quelle utilizzate per la sosta notturna. Sono stati dunque sottoposti a controllo parecchi cacciatori, nonostante la totale mancanza nel fine settimana di uccelli migratori. I ringraziamenti del CABS, lo speciale Nucleo di volontari antibracconaggio, sono ora rivolti al Comandante della Divisione Prima del CFS per la sensibilità dimostrata e a tutti gli uomini della pattuglia del NOA, che ancora una volta si sono prodigati con abnegazione, oltre ogni limite, per la protezione della nostra fauna selvatica minacciata da comportamenti sconsiderati.